Valeria Condorelli

Francesca Jarre

La favola preferita di Valeria era quella di Peter Pan, ma non si immedesimava con Wendy o con Trilli: avrebbe scelto 1000 volte Peter, l’eterno bambino. Laureata in economia, ha viaggiato molto alla ricerca della sua Isola che non c’è, per trovarla infine ad Asti, dove è approdata per amore.

L’edificio ove è ubicata la scuola, l’ha stregata fin da subito; ha avuto la possibilità e la tenacia di immaginare e di realizzare ciò che avrebbe voluto quando era una bambina. È diventata così una realtà quella che nella sua mente era solo fantasia: pareti colorate e piene di disegni per stare sempre allegri, maestre appassionate per crescere curiosi e più di una lingua per superare tutti i confini.

A Francesca sono sempre piaciute le storie ed era certa che, da grande, avrebbe fatto la scrittrice, ma crescendo se n’è dimenticata. Ha studiato giurisprudenza ed è diventata avvocato, ma si annoiava a sentire i litigi degli adulti.

Quando è nato il suo bimbo, le sono tornati in mente i libri di Dahl e le rime di Rodari; poi ha incontrato Valeria, che le ha parlato della scuola.
Le è sembrata una storia bellissima da raccontare o, forse, da costruire, oltre al fatto che i litigi dei bambini sono molto meglio di quelli dei grandi: solo i primi, alla fine, fanno sempre la pace.

Mrs Colleen

Children learn what they live and are SPECIAL people!

Miss Sandra

I love life and life loves me.

Maestra Rita

Educare la mente senza educare il cuore significa non educare affatto.
Aristotele

Mr Hilton

Education is the most powerful weapon which you can use to change the world.
Nelson Mandela
Aristotele

Maestra Sara

Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.

Maestro Nicholas

Pensate al futuro che vi aspetta, pensate a quello che potete fare, non temete niente.
Rita Levi Montalcini

Chiudi gli occhi.
Immagina un antico orfanotrofio del 1800 dall’aspetto austero, finestre grandi e alti soffitti a volta. Entra e colora le sue pareti di giallo, blu, arancio, poi riempilo di bambini felici.
Prova a pensare alle aule di scuola: i banchi, le sedie, i disegni alle pareti accanto alle cartine geografiche; puoi quasi sentire lo stridio del gesso sulla lavagna e l’inconfondibile profumo della carta dei libri nuovi.
Ti arriva fino alle orecchie il chiacchierio curioso e divertito dei piccoli, anche se non riesci a distinguerne con certezza lo slang. Prendi, infine, due maestre preparate e attente, due per ogni classe, che parlino lingue diverse, perché in fondo lo sai che il cittadino del futuro sarà cittadino del mondo e vorresti che tuo figlio fosse proprio così: con un paio d’ali per volare e radici per tornare.
Ora riapri gli occhi. Non è un sogno.
E’ la Best Asti.